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a wannabe triathlete's world

Qualche breve notizia su di me, giusto nel caso.

Sono nato ad Acqui Terme e sono cresciuto a Genova e poi ad Alessandria. Sono cose che segnano.

Attualmente vivo e lavoro a Torino, ma nel fine settimana torno in campagna, dove posso allenarmi più facilmente e in un ambiente molto più bello, immerso nelle colline ma a pochi chilometri dal mare. E soprattutto insieme ai miei amici.

Sono laureato in Lettere, con una tesi di laurea dedicata alla Musurgia Universalis di Athanasius Kircher. Sono diplomato in pianoforte, ma da anni non suono più. Se c'è una cosa che mi infastidisce, è sentirmi dire che è uno spreco. Lo so da me. Ma suonare non mi procura nessun piacere, dopo anni di conservatorio. Sento il divario fra quello che vorrei produrre e ciò che le mie mani riescono a cavare dalla tastiera, e non mi piace.

Per diversi anni ho insegnato Lettere nelle scuole superiori e successivamente ho fatto il traduttore. Ho tradotto diverse guide EDT/Lonely Planet, testi scientifici e musicali, soprattutto sulla musica del periodo barocco e classico. Ogni tanto traduco ancora articoli di contenuto medico-scientifico. Per qualche anno ho anche tradotto per la televisione (canali satellitari RAI e Mediaset), soprattutto sottotitoli ma anche testi per il doppiaggio.

Dal marzo del 2000 lavoro per EDT. Ho iniziato come webmaster in HTML puro, poi come sviluppatore PHP/MySQL freelance e poi a tempo pieno come responsabile dello staff IT e sviluppatore senior. In questo periodo sto lavorando parecchio con ExtJS (qui troverete qualche esempio, quando avrò il tempo di sistemare il sito).
Ho iniziato a praticare sport da ragazzino. A 14 anni ero già alto 185 cm e giocavo a basket nei campionati giovanili. Come capita spesso a chi viene sottoposto ad allenamenti quotidiani, una volta chiuso quel capitolo ho tralasciato per qualche anno la pratica sportiva e verso i 25 anni sono arrivato a pesare più di un quintale, poi mi sono dato una regolata. Ho ripreso ad andare in bicicletta e a correre. Ricordo ancora la fatica, i dolori e la soddisfazione la prima volta che sono riuscito a correre per 2 chilometri ininterrottamente.

Da sempre mi affascinano gli sport di resistenza, forse perché non sono mai stato veloce.

Nel 1998 a Firenze ho coronato il sogno che accarezzavo da tanti anni e ho corso la mia prima maratona, chiusa in 3:31:05 . È stata un'emozione fantastica, superata solo per intensità dal completamento del mio primo Ironman. Ho perso il conto delle mezze maratone (dove ho un dignitoso personale di 1:29:45) e delle corse su distanza più corta cui ho partecipato. Ultimamente ho scoperto il trail running, affascinante perché si corre in montagna su strade e sentieri.

Ho imparato a nuotare da bambino, ma come sport lo trovavo noioso anche perché a me piacciono le attività all'aperto. Ho ripreso a nuotare da adulto perché mi faceva bene alla schiena.
Nuoto, bicicletta, corsa, passione per gli sport di resistenza: aggiungiamo che ad Acqui esiste da sempre una nutrita schiera di triathleti e che molti di loro sono miei amici, e si capirà che era inevitabile che mi lasciassi tentare da questa meravigliosa disciplina. Ho esordito nel triathlon olimpico di Viareggio nel 2001. Dopo due anni di gare ho ceduto al fascino dell'Ironman, una gara che prevede 3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42,195 km di corsa. Ho esordito a Francoforte e da allora ho portato a termine sei Ironman (su sette tentati).

Il 5 luglio 2009 durante l'Ironman di Germania sono andato a sbattere contro un cartello stradale. Fortunatamente ho fatto un gran volo ma non mi sono rotto nulla. Quaranta giorni dopo riuscivo a portare a termine il durissimo e leggendario Embrunman, triathlon su distanza ironman che si tiene a Embrun, in Francia. Sicuramente è il risultato di cui sono più fiero, anche per le condizioni in cui mi sono trovato ad affrontarlo.

La passione per il triathlon occupa una discreta parte della mia vita e nonostante il lavoro riesco ad allenarmi quasi tutti i giorni. Dopo tutti questi anni di triathlon amo sempre di più la bicicletta e la corsa, ma ho imparato anche ad amare il nuoto, soprattutto in acque libere. Ho anche imparato ad apprezzare le gare sulle distanze corte del triathlon, come sprint e olimpico.

Una delle mie frasi preferite riguardo al triathlon e in particolare alla distanza ironman è: "if you have to ask why, you will never understand" ("se hai bisogno di chiedere il perché, non capirai mai"). E poi mi piace tantissimo il fatto che l'Ironman è forse l'unica gara al mondo in cui il pubblico accoglie con lo stesso entusiasmo il vincitore come l'ultimo arrivato.

Assistere all'arrivo dell'ultimo concorrente a notte fonda, salutato con fuochi d'artificio, grida e applausi scroscianti, è un'emozione alla quale cerco di non rinunciare anche se solitamente al termine di un ironman sono stanco morto. A Embrun ho provato l'emozione di essere uno degli ultimi a tagliare il traguardo (dietro di me tre finisher e quasi 200 concorrenti ritirati o fuori tempo massimo). Mi hanno accolto con applausi e una pizza appena sfornata. Ero così stanco che non ricordo neppure cosa ho detto a chi mi ha intervistato.

Ma l'emozione che ho provato non la dimenticherò mai.