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a wannabe triathlete's world

Roma Fiumicino, 13 febbraio 2009, h 18:45
Finalmente mi siedo.
Ho ritirato il bagaglio cercando di mantenere la calma, devo dire con risultati migliori del previsto. Lo scatolone con la bici è arrivata dopo un bel po' ed è anche ammaccata in un paio di punti, per cui devo resistere alla tentazione di aprire tutto e guardare se ci siano danni. Ovviamente è meglio che lasci perdere, anche perché non c'è niente che possa fare, a questo punto. E poi voglio essere ottimista.
Ma soprattutto: un problema alla volta.
Rispetto alla tabella di marcia "ideale" sono in ritardo di quasi tre ore a causa del ritardo del volo da Genova, ma questo alla fine è un bene perché sono tre ore in meno da far trascorrere qui in aeroporto. Sono molto contento di aver preso il volo prima rispetto a quello che mi suggeriva Tiziana, perché con un ritardo così consistente avrei rischiato di perdere il volo per Addis Abeba o quanto meno avrei viaggiato da Genova a Roma con i nervi a fior di pelle.
Fiumicino è proprio un brutto aeroporto. Oltretutto non posso entrare da nessuna parte perché ho un bagaglio enorme e con le norme di sicurezza non lo posso neppure lasciare incustodito. Ho preso un trolley e un po' passeggio, un po' sto seduto, leggo e dormicchio. Tutti guardano la mia scatola!
Che ridere: nel giro di quattro ore mi hanno controllato i documenti DUE volte. Mi sono quasi montato la testa: allora ho davvero una faccia da duro...